venerdì, 06 marzo 2009

Riflessione n. 48 - L’origine dell’uomo: le risposte della fede e la prospettiva scientifico-filosofica

 Creazione-di-Adamo-dettaglio

Un secolo e mezzo dopo che Charles Darwin scrisse L’origine della specie, pietra miliare della biologia evoluzionista, e dopo le recenti e sempre più frequenti scoperte scientifiche, il tema dell’evoluzione merita un’attenta e seria riconsiderazione, tanto da un punto di vista scientifico, quanto da una prospettiva filosofica e teologica, evitando le posizioni ideologiche che hanno spesso dominato il dibattito.

Con questa convinzione e con il più generale intento di promuovere una corretta e feconda relazione dialettica tra Scienza, Filosofia e Teologia, Rafael Martinez, docente di Filosofia della Scienza presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, affronta il problema dell’evoluzione nel suo contributo al testo curato da Mauro Mantovani e Marilena Amerise, dal titolo Fede, cultura e scienza. Discipline in dialogo.

Punto nodale di tutta la questione è l’ Uomo: sul mistero della sua origine, sul suo senso e sul suo destino hanno dibattuto nel corso dei secoli pensatori, scienziati, filosofi e teologi avendo sì approcci epistemologici diversi, ma sempre lo stesso soggetto d’indagine.

Ancora oggi la domanda sull’origine dell’uomo sembra non aver trovato un punto d’incontro tra le varie discipline chiamate in causa, palesando spesso una netta contrapposizione tra Scienza e Fede e citando come esempio di tale scissione la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin.

Prima di affrontare le argomentazioni del prof. Martinez, atte a dimostrare la possibilità di mediazione e dialogo tra Scienza e Fede, e quindi tra esse e la filosofia, mi sembra doveroso andare a ricercare le cause di tale scissione proprio attraverso alcuni tratti bibliografici del padre di quella che può essere definita tra le più grandi rivoluzioni intellettuali di ogni tempo: Charles Darwin.

 La maggior parte di ciò che sappiamo di lui proviene dalla sua autobiografia, un insieme di ricordi scritti per i figli e i nipoti.

Appena diciassettenne il giovane Darwin, nato nel 1809 a Shrewsbury, in Inghilterra, fu mandato dai genitori all’università di Edimburgo a studiare medicina. Tale studio lo annoiava, ma riuscì a superare i vari esami con risultati piuttosto buoni. La sua passione per la storia naturale, così come i suoi contatti con geologi, botanici e naturalisti acuirono sempre più la mancanza di interesse nei confronti della medicina. La famiglia decise allora di mandare il giovane Charles a Cambridge per intraprendere la carriera ecclesiastica e, sebbene conseguì il baccalaureato, il suo interesse principale restarono sempre la biologia, la natura e le scienze.

Si è molto dibattuto sul quando e sul come Darwin sia diventato evoluzionista. Dal momento che molti sostengono che per passare da una rigorosa credenza nella creazione a quella nell’evoluzione è necessario un riorientamento concettuale, e dunque ideologico, è necessario prendere in considerazione l’atteggiamento di Darwin nei confronti del cristianesimo. È evidente che la formazione di Darwin fu di tipo ortodosso. Prima di recarsi a Cambridge per studiare teologia, lesse un considerevole numero di trattati teologici: “Poiché non nutrivo il benché minimo dubbio sulla completa e letterale verità di ogni parola della Bibbia, mi convinsi presto che il credo (della nostra Chiesa anglicana) doveva essere accettato senza riserve”. Lo stesso ci ricorda ancora: “Ero di un’ortodossia perfetta e ricordo che parecchi ufficiali, nonostante fossero anch’essi credenti, mi derisero perché facevo appello alla Bibbia come a un autorità inconfutabile su certe questioni morali.” È implicito che la sua ortodossia includesse una credenza in un mondo creato ed abitato da specie costanti.

Darwin abbandonò la fede nel corso dei due anni successivi al suo ritorno in Inghilterra. Ciò fu in parte determinato da un atteggiamento più critico nei confronti della Bibbia (soprattutto del Vecchio Testamento) e in parte dalla sua scoperta della fallacia delle argomentazioni circa l’esistenza di un progetto. Infatti, quando Darwin ebbe trovato un meccanismo – la selezione naturale – che poteva spiegare l’evoluzione graduale dell’adattamento e la diversità, non ebbe più bisogno di credere in un “orologiaio” soprannaturale. Si dichiarò quindi agnostico.                 

È dunque dall’incapacità della mente umana di spiegare con la ragione il mistero del creato che il naturalista inglese prende le distanze dal credo religioso ed è per tale difficoltà che nel corso dei secoli la teoria evoluzionistica non ha trovato facile approdo nella religione cristiana.

In realtà, la Chiesa non ripugna totalmente l’evoluzionismo e, anche se è stato mantenuto spesso un atteggiamento di prudenza, non sono mancate nel corso della storia dichiarazioni esplicite o atteggiamenti di pensiero che asserivano la compatibilità dell’origine evolutiva dell’uomo con la creazione. Affermare che il mondo è creato, come ricorda il Martinez, vuol dire anzitutto che tutto ciò che esiste dipende essenzialmente da Dio, che la ragione ultima dell’essere è in Dio. È importante, infatti, considerare l’origine dell’uomo in tutte le sue dimensioni: come  processo evolutivo attraverso cui l’organismo umano è stato in grado di formarsi, ma anche dal punto di vista del valore radicale del suo essere personale e libero, come un essere che dipende in tutto essenzialmente da Dio.

Una dimensione importante da considerare, nel cercare di comprendere l’origine dell’uomo e la sua probabile evoluzione, è la storicità. L’uomo, infatti, vive immerso nella storia, nello spazio e nel tempo; dimensioni che per molti secoli sono state considerate categorie fisse e immutabili; una visione, dunque, fissista. Con Darwin si è passati, invece, ad una cosmo-visione evolutiva, poiché egli si rende conto che la storia del mondo è dinamica, frutto di lunghi processi di trasformazione.

Al di là degli estremismi e delle pure e semplici fantateorie che poco sanno di scientifico e razionale credo, come anche molti teologi e pensatori cristiani, che si possa considerare la possibilità di accettare la teoria dell’evoluzione compatibilmente al dato di fede e alla Rivelazione. È necessario, però, evitare di creare confusione di ambiti e scadere in un eccessivo concordismo o in un inutile disaccordo radicale. È necessaria, dunque, una mediazione filosofica.

L’evoluzione, infatti, come ogni altra teoria scientifica, cerca di scoprire, ricostruire e spiegare razionalmente i processi che hanno dato origine alle diverse specie e non ultimo all’uomo. La fede, dal canto suo, si pone su un livello più alto, avendo come obiettivo principale e peculiare quello di far emergere il senso più profondo e il valore delle opere del creato quali risultati dell’amore di Dio.

La Bibbia non ci insegna come funziona il cielo, ma come si va al cielo…”  Sono queste le parole pronunciate da Galileo Galilei che permettono oggi più che mai, anche al più fervido credente, di condurre una linea di pensiero che a partire dalla fede e nella fede possa aprirsi al confronto e al dialogo mediatico con le realtà e le questioni del proprio tempo evitando di restare così imprigionati in un credo passivo, incosciente e immaturo.

 

Rocco Rao

***

Titolo testo di riferimento: L’origine dell’uomo. Scienza, filosofia e fede

Autore: Rafael A. Martinez, in M. Mantovani -  M. Amerise (a cura di), Fede, cultura e scienza. Discipline in dialogo, Libreria editrice Vaticana, Città del Vaticano 2008, pp. 134-148

 

Chi sono

Utente: AntoNatGiu


Nome: Casual Mente Filo SofiAmo .....*diversamente mis/credenti*


Amministratori:

Antonella Foderaro

***

Collaborano:

Donatella Quattrone
Francesco Colia
Pasquale Esposito

***

Partecipano:

tutti gli ospiti & commentatori

***

condivi i tuoi scritti inviando una mail a:

antonellafoderaro@libero.com



More about Pro/testo

Categorie

6 aprile 2009
8 marzo
a rosari
abbandono scolastico
abele longo
abraham joshua heschel
accattone
achenbach
aforismi
aforismi di meretrixbaldraque
alberto napolitano
alda merini
aldo tagliaferri
alessandro giuliani
alexei kharitidi
alexis de tocqueville
aleš debeljak
alla luna
amnesty international
ana rossetti
anarchica
andrea pomella
andré neher
andy warhol
anfiosso
anna lamberti bocconi
anselm kiefer
antonella foderaro
apologia di socrate
aristotele
assoluto e relativo
astrattismo
atti impuri
autoironia
autoreverse
babele
baudrillard
bianca madeccia
birkenau
botero
braille
caducitĂ 
caput anni
carmine vitale
carol ann duffy
cartesio
cesare pavese
chagall
charles simic
cicerone3
cinema
clandestini
claudio molinari
claudio ronco
clochard
coltivare la democrazia
consigli di lettura
contratti a progetto
coro cortina
cortometraggi
crisi
cristina bove
critica letteraria
cubismo e surrealismo
dalì
daniele dagostino
darwin
david ramanzini
de chirico
delara darabi
deliri notturni
dialoghi
dialogo tra sordi
diritti umani
diritto
domenico faucello
donatella quattrone
e la nave va
ebraismo
election day
elie wiesel
eluana
emarginazione
emiliano laurenzi
enzo campi
eros e pornografia
eros e thanatos
eros ed agape
esercizio filosofico
esilio di voce 1
essere singolare plurale
etica e bioetica
etica ed estetica
europee
eventounico
fara editore
faraòn meteosés
fasci siciliani
fede
federico federici
federico sollazzo
fedro
fellini
feudalesimi
fiaba
filosofi per caso
filosofia della musica
filosofia della storia
filosofia pratica
flavio ermini
follia
formazione
forme metriche
francesca pellegrino
francesca vitale
francesco colia
francesco forlani
francesco marotta
francesco rosi
francesco tomada
franz krauspenhaar
freud
fromm
gagarin
gaspara stampa
gemellaggi
giacomo cerrai
giacomo sferlazzo
giampiero pepe
gianandrea parisi
gianni montieri
giovani e ricerca
giovanna lentini
giovanni campi
giuditta
giuseppe barreca
giuseppe schillaci
giusi venuti
gorgia di leontini
griffy il bottaio
guerre e pace
guido michelone
haiku
hannah arendt
herbert marcuse
hopper
i burocrati del male
identitĂ 
ignazio licata
il bacio
il branco
il dito e la luna
il dono
il dono di humboldt
il frullatore mediatico
il ghetto e la fortezza
il gioco dei ruoli
il giorno della memoria
il grande masturbatore
il mito della caverna
il monaco ed il pesce
il profumo dei colori
il re lucertola
il tempo
il testo poetico e la prosa
il viaggio di ulisse
il viandante
il vignettificio
immigrazione
impronte
incuria
indifferenza
individuale e collettivo
inediti
innovazione e radici
integrazione
intermezzo ludico - la gnosi del
ippocrate
italo calvino
ivan crico
ivan fassio
jacopo ninni
james douglas morrison
jazz
jean barriére
jĂĽrgen habermas
k z mauthausen
kamikaze
kandinskij
kant
karl popper
kaysersose
klimt
l oratore
la banalitĂ  del male
la bestemmia
la coerenza
la cura
la diva
la donna nell arte
la follia tema musicale
la logica aperta della mente
la luce e il lutto
la nazione
la nebbia delle coscienze
la parola
la pittura di eishi
la poetica della metafisica
la ricotta
la sinceritĂ 
la torta e il piede grosso
la traduzione poetica
la violazione della carne
la voz a ti debida
lamore della povera gente
lampedusa
larte di perdere
lavoro
le prigioni politiche
le viol
leggerezza
lettera aperta all on d alema
levitĂ  liciniana
lezioni americane
libera nel verso libero
liberazione
libertĂ  di pensiero
libraria
limpossibilitĂ  di vivere
lo sguardo
luciano folgore
lucifero
lun e storte
l’eros nel cantico dei cantici
magritte
marcantonio lunardi
marco lodoli
marco saya
marco toso borrella
marinella morati
marino baldissera
mario benedetti
mario sironi
mark strand
mark twain
martin walser
mellonta tau talogica
memoria e nazismo
memorie apocrife
messina
michael dudok
migrante e trasgressivo
morti bianche
munch
musica
musica ed astrattismo
nancy jean-luc
nascita
natale
natĂ lia castaldi
nazione indiana
neil postman
nietzsche
noberto bobbio
notizie dalla pizia
omo-sessualitĂ 
osservando la resistenza del mon
osvaldo licini
parabola
pasolini
pasqua
pasquale esposito
patricia panebianco
paul klee
pd aspettative e speranze
pedro salinas
pensiero che
persuasione
petr halmay
pier paolo pasolini
platone
poesia
poesia dialettale siciliana
poesia erotica
poesia giapponese
poesia politica
poesie inedite
politica
polvere
pop art
povera musa
pratiche filosofiche
preghiera
prima vita
pro/testo
psicofantaossessioni
racconti
racconti horror
reb stein
recensioni
relazione
renga
riflessioni
robert rauschenberg
roberto carradore
rocco rao
rolando iaria
rose ausländer
rumeni un romanzo di storie
salvatore giuliano
santa caterina market di barcell
satira
saul bellow
scarborough fair
schneier
schonberg
sciacalli
scuola
sebastian brant
seduzione
sinceritĂ 
sintomatologia delleffimero
sole freddo
srebrenica
statistiche
stefania crozzoletti
stefano amorese
stefano zampieri
stoneart
storia senza storie
strategie politiche
stupro
sul virtuosismo e larte
tanka
teatro
tempi di recessione
tempo
teqnofobico
terremoto
terrorismo
the privilege of the grave
thomas merton
tommaso cannizzaro
tommaso moro
totò che visse due volte
traduzione poetica
treblinka
u2
una zampillante fontana
universitĂ 
utopia
veronica franco
videopoesia
viola amarelli
visioni d arte
viviana scarinci
war
william dewitt snodgrass
xenofobia
yoko ono matopei
zagrebelsky

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder