Lampedusa 24/01/2009, testo e musica di Giacomo Sferlazzo
da La Repubblica dell’8 maggio 2009
LAMPEDUSA - "Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no". Hanno le lacrime agli occhi le donne nigeriane, etiopi, somale, le "fortunate" che sono arrivate a Lampedusa nelle settimane scorse e quelle reduci dal mercantile turco Pinar. Hanno saputo che oltre 200 disgraziati come loro sono stati raccolti in mare dalle motovedette italiane e rispediti "nell'inferno libico", dove sono sbarcati ieri mattina. Tra di loro anche 41 donne. Alcuni hanno gravi ustioni, altri sintomi di disidratazione. Ma la malattia più grave, è quella di essere stati riportati in Libia. Da dove "erano fuggite dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini". [...]
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/reduci-pinar/reduci-pinar.html da La Repubblica del 9 maggio 2009
LAMPEDUSA - "È l'ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati", dice uno degli esecutori del "respingimento". "Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia - aggiunge - ci urlavano: "Fratelli aiutateci". Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l'abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno". [...]
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/nave-viviano/nave-viviano.html
’stu triangulu di suli.
‘nta st’isola di genti
i tutti i culuri
aunni si ssicca l’acqua
intr’o sali sutt’a terra
nun eppimu mai che padruni
e terra i travagghiari
reti e ventu pi cògghiri
miseria
cuniscimu beni l’Africa
intr’e veni
e a barunìa arroganti
da Castilla feudali.
‘nta ’stu fazzuletto
i terra a tri punti
sangu bastardu a moriri i fami
ni schiaccia nu pedi fitenti
che d’onori nun sapi chiù nenti:
menti e ni teni intra a nu palmu
giocannu c’u travagghiu prumittito
e ripulitu
Mafia, ma fìa, …
antica liggenda
nun c’è onuri ssittatu ‘nta sti pultruni
Arrivanu i luntanu barchi i clandestini
omini niri e lordi comu i nostri patri
ni strincemu supra a na banchina
n’mezzo u fetu i piscu
e duluri
C’a nun è nu giardinu
’stu triangulu di suli.
***
Body Bags
Mediterraneo
canale putrido
di bare barche.
Trafitta al cuore
l’ultima prefica
la morte muore
sotto la plastica.