
Quando si parla di poesia erotica e di letteratura erotica in genere, ci si spinge entro una sfera emotiva e sentimentale di “confine”. Varcando la soglia dell’erotismo l’arte della parola scritta (come l’arte figurativa: pittura, fotografia, cinema, …) si plasma in forme e colori fondendo onirismo, reale e surreale in magica esplosione sensuale … la difficoltà sta nel non oltrepassare quella sottile linea di demarcazione del buon gusto e della delicatezza dell’arte se-duttiva, mantenendo sempre alta la tensione del desiderium anche nella sua più esplicita descrizione, demarcando quindi il territorio della ricerca e dell’aspirazione al piacere come massima espressione estetica dell’eros quale mutuo dono di sé all’altro e nell’altro, ben diversa dalla gratuita esposizione d’un atto meccanico e rispondente ad un bisogno individuale proprio della ripetitiva produzione pornografica, ahimè, troppo spesso erroneamente etichettata e confusa con l’erotismo in senso lato.
La produzione erotica nell’arte è la massima espressione dell’amore che vive consapevolmente, pienamente - talora con gioia, altre volte con struggimento - la maturità del proprio istinto e della propria aspirazione all’incarnarsi in un unicum pisco-fisico nell’altro, in modo assolutamente scevro dalla mera sessualità che – a dirla Freudianamente – risponderebbe alla necessità, all’impulso strettamente fisiologico di “scaricamento” – ma che altresì si nutre del desiderium nel suo senso più originale, ovvero quale “mancanza” e, quindi, anelito alla fusione completa della materia-corpo e spirito nel e con l’amato, visto come soggetto-oggetto erotico com-partecipe dell’atto amoroso che si concretizza ed esplicita nell’ amplexus o nel desiderio d’esso ed ad esso legato.
Goethe: "sol chi strugge segreta ansia d'amore, sa tutto il mio dolore" ...
Ed è spesso l'amato/a irraggiungibile che fa bramare, accendendo il desiderio, alimentando idealmente l'aspirazione del non fruibile, del non godibile ... ed in questo estendersi senza fine, nell'allungare le braccia all' "oltre" riscopriamo il dono intimo dell'Io all'altro da ed in Sé, e l'amore, il suo soggiogarci come "entità superiore" e a noi determinante, sembra ricondurci all'antica leggenda della mela, della creatura originaria, unico essere plasmato di due metà, una maschile e l'altra femminile. Così gli amanti sono l’unità spezzata, divisa, che si cerca, si allunga in passione, ossessione, brama, desiderio e gelosia.

"El cuento no sirve para apartar a los niños de la realidad,
sino que es un arma para interpretar la realidad"
“Le favole non servono ad allontanare i bambini dalla realtà,
bensì per dar loro un’arma perché la possano interpretare”
Ana Rossetti.

