giovedì, 19 novembre 2009

Anna Lamberti Bocconi: rosa del deserto

La rosa del deserto

Eliseo Oberti LE DONNE DEL DESERTO (2009)
Tecnica mista su tela 40x30
A un discepolo
 
In te rilassa la furia marina,
e chiudi gli occhi al sole lancinante;
prendi l’opaca linfa delle piante
e distillala in acqua cristallina.
Vola come una vespa sui colori
e fanne fresca aria: scindi l’arco-
baleno goccia a goccia sopra ai fiori.
Scaglia frecce sottili dal tuo arco.
E, associando a ogni gesto una parola,
mantieni un ritmo poderoso e lento,
come un rapace portato dal vento
spiana le grandi ali mentre vola.
Finché potrai sentire ciò che io sento:
che siamo scissi in una cosa sola.
 
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Le terre sono contente
quando i cieli squarciano il velo
frantumando le vetrate
di cattedrali e magazzini.
 
Ciascuna goccia non sente solitudine
ma tuffo, destino e lode
al cielo da cui tutte son nate.
 
Il canto della pioggia battente
bagna e nasconde animali e assassini.
 
Fuggite… L’acqua è niente…
 
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Vorrei ridere finché mi scoppiano le vene
così finalmente
mi si sala un po' la zucca.
 
Vorrei togliere tutti i semini dalla tua anguria,
maniacale,
per ammirare bene l'essenza
e poi la buccia mangiarla il maiale.
 
Vorrei vedere scagliare un giavellotto
alle Olimpiadi
che non finisse mai di atterrare
striando per sempre col nome di me il tuo cuore.
 
Vorrei che mi amassi senza i sassi molli
che sono i peggiori
perché non fanno né male né bene
ma intanto ammazzano.
 
 
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Anoressica
 
Io dico che hai deviato in nomine patris
e lancio la forchetta sull'abulia:
mania da assiderati, voglia di abbraccio
il getto del cucchiaio e del coltello
e tutte le altre cose da buttar via.
Tu vedo che lavori oscuri sensi
e succhi il labbro di nascosto al mondo
nello sprofondo delle quattro ossa
e pensi che non pensi come voli
e credi che non credi come suoli
e di solito voli ben più in alto
con gli aghi delle flebo nelle mani
dentro i flebili denti delle fami
sentendo solo oppio i quattro morsi.
 
 
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Primavera,
bicicletta dei pianeti,
ci rubi i colori degli occhi
poi vi spruzzi gocce di sale.
Ci costringi a una strada
di nomadismo opaco.
Ogni tuo giro, vinci
la resistenza dei foschi.
E' strano come si cada,
nell'equilibrio vitale:
come l'ostacolo centri
la gamba zoppa.
 
 
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Senza
 
Mi vortica un mulino nella mente
al vento di un pensiero non concluso;
la mazza di un tamburo fuori uso
rulla e percuote, e il suono non si sente.
Come non vedo ciò che guardo, neanche
riesco a desiderare ciò che voglio.
Disegno cento tratti sopra un foglio
che resta bianco, e le matite, stanche.
Così non so se seguire le ruote
che tracciano cammini d'incoerenza,
che sono mie, che sono grandi e vuote,
o cercare una via di conoscenza
che però non conosco, e che mi scuote
i nervi, perché so di essere SENZA.
 
 
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La carta di giornale sul bagnato,
la montatura degli occhiali rotta;
dentro al forno c'è un pane bruciato,
ma da ieri, oggi è duro e non scotta;
cicatrice: la mollica in crosta
trasformata con secco calore;
qualche cosa ogni giorno si sposta,
sempre più si allontana dal cuore.
Nella nebbia che impregna il mattino
sto raccolta, con l'anima fitta.
Chi lo sa se sarà un giorno bello.
E mi chiedo se esista il destino:
sì, una linea talmente diritta
che è riuscita a spezzare il righello.
 
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Non va dimenticato
che ognuno ha la sua testa
e alla sua testa offre,
giullare scellerato,
il tributo salato dell'errore
(per far ridere il re, che è senza cuore).
 
 
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Te ne vai imbandierata, amore,
con i tuoi veli, il tuo orgoglio
che in un secondo cede in cielo e lenzuolo.
 
Te ne vai tripudiata d'amore
ogni treno che corre lo sa
e zufola il tuo nome per le mie finestre.
 
Ne vai con così tanto amore
che quasi ci sembra giusto,
come i bambini folli alla fine del parco.
 
La messa discute l'amore del non credente
mentre l'ostia appuntata sulla freccia
in volo parabolico crea le comete.
 
Saranno queste le eterne mete d'amore?
Sarà la luce violata che per offesa fa notte e alba?
O il ballo profumato delle tue anche?
 
Tu vai come chi muove l'amore
e nello stesso tempo si veste,
in modo che la sua traccia resti nel cuore.
 
Tu vai verso il tuo amore da bersaglio
dove lo sbaglio - un niente che rimedia -
è luna rossa che si mette a oriente.
 
 
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Soffiarono gli dei la solitudine
fuori dal mare: vennero le sabbie
lunghe distese, crebbero le spiagge -
così gli inverni ebbero vertigine.

Se passi dove il mare si allontana,
l'alfa e l'omega ti vorrei lasciare;
vorrei che ti potessero bastare
inizio e fine di persona strana,

e che in mezzo ci fosse ciò che resta,
che si mettesse amore nello sguardo
senza temere troppo dell'azzardo
di portare la vita nella festa.

Vorrei che si potessero fermare
gli occhi su me di chi mi vede belle
quelle tante formicole di stelle
che mi ha stampato dentro gli occhi il mare.

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Sull’asse cartesiano tra amore e fine
si dipanò l’estate in un colpo solo
si piantò come un chiodo d’argento fino.
 
Io che stavo guardando l’acqua salata
che schioccava potente vicino al molo
a mio modo risposi di sì al destino.
 
Si alzò un’onda che tolse le forze al mondo.
Del momento fatale che tutto cede
risuonò sopra il mare l’eco assassino.
 
Il mio cuore spaccato da un punteruolo
diede sassi che caddero dritti al fondo,
poi l’amore si chiuse dentro un fortino.
 
Stavo male di fede persa e di patimento.
Se alle nozze mutarono l’acqua in vino
la mia sete non vide nessun prodigio.
 
Scese un settembre bello come la morte
sul legno levigato del biancospino;
e graziò questa storia con piombo vivo.
 
 
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Devi chiamarmi sempre
con la mitraglia a salve del telefono,
coi numeri fra le dita. Bisogna
che tu mi cerchi sempre
quando lavori e quando torni a casa
senza l’errore di pensarci sopra.
Sono la terra invasa
e come tale devi camminare
in lungo e in largo sulle mie campagne.
Fammi l’appello mentre
la superstrada corre lungo i prati
non ti chiedere mai dove mi trovo
tu, solo di’ il mio nome
sono presente in modo necessario;
mi comandò una nascita lontana
devi commemorarla
interrogami pure, sento il sangue
versato in tanti anni di miseria
butta il cappello in aria
fa’ luce nella notte degli schiavi
coi fari della macchina e con gli occhi.
 
 
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L'amore è rosa del deserto, più si
spacca e più genera pietre nuove.
Dei petali di selce gli occhi chiusi
sentono solo i tagli, che si muove
qualcosa di violento addosso a loro
di sasso, che li sfregia come spilli
e continua a gettare dei lapilli
come corna in frantumi, ghiaccio, toro.
 
 
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Alcune cose reputo piacenti
in questa vita che non mi dà pace:
bere del vino bianco col panino;
avere dei gattini certosini;
guardare una persona come tutti
sulla sedia a rotelle mentre ride;
andare al ristorante “Piero e Pia”
quando qualcuno mi viene a trovare.
Di tutte queste cose si materia
la mia incredibile solitudine.
 
 
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Com'è facile essere soli
com'è difficile essere soli sempre
com'è comune essere soli dopo i 40 anni
com'è comune non esserlo
com'è unico l'amore da ragazzi, com'è conturbante
com'è difficile e comune l'amore giovane
com'è banale chiamare amore quello da grandi
se per decenni hai creduto amore quello da giovani
come la primavera e la morte ti distruggeranno l'amore
come ne getteranno le fondamenta
la primavera inseguirà l'inverno
e l'inverno la primavera
si ricorderanno
si rincorreranno
come sarà eterno l'amore a nessuna età
tuffato nella solitudine
tuffato nella morte sua antagonista
Orfeo guarderà sempre avanti
Euridice sempre indietro
com'è difficile sostenere il decreto
e leggere il cognome della vita!
 
 
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Povera la mia mente gialla e viola
con il suo carotaggio in primavera
quando la terra-ghiaccio malrisponde
la porta in faccia dalle coccinelle
 
povera mente mia schiava e ribelle
insalivata e invelenita ognora
il ragno che si perde sulla tela
che smarrimento con tutto quel sole
 
la mia povera mente serva e imbelle
inetta a far cadere le muraglie
tanto quanto ad erigerle, con mosche
ballerine di valzer nella luce
 
mia mente rovinata in meraviglie
pallida e assorta come un meriggiare,
quel buco nella terra arroventata
difficile da amare e da lasciare...
 
 
                                         Anna Lamberti Bocconi

Commenti
#1    19 Novembre 2009 - 10:05
 
Oddio, che sorpresa!!!...
Dissimulando l'emozione e un pelo di timidezza, me la caverò con un adulto e disinvolto GRAZIE!
:-)
Anna L.B.
ps: che bella l'immagine, che bei colori!
utente anonimo

#2    19 Novembre 2009 - 11:34
 
Belle poesie, uno stile niente male. complimenti Anna! :D

Koly
utente anonimo

#3    19 Novembre 2009 - 12:02
 

Ciao,
trovo le tue parole intense e vive
trasudano energia
trasmettono immagini colorate e dai colori densi e pastosi
le immagini di una maturità corposa e consapevole
anche se offuscata, a volte,
da una consapevolezza amara
una ruggine stesa sulle parole
ad intermittenza...
grazie
mariaenrica

utente anonimo

#4    19 Novembre 2009 - 14:51
 
Io sono un attimo senza fiato.
Ora le rileggo per bene, ma questa è poesia che non da tregua.
Grazie Anna.
J
utente anonimo

#5    19 Novembre 2009 - 15:05
 

Credo sia la prima volta che ti leggo, è un piacere, una preferenza particolare per la tua:  "Anoressica"...

Doris

 

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DorisEmily

#6    19 Novembre 2009 - 17:30
 
Ho letto velocemente per salutarti ma torno a porgere più attenzione perchè le meritano. Complimenti vivissimi. A presto  Un abbraccio  Maria
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente maria34

#7    19 Novembre 2009 - 17:38
 
Davvero brava, Anna...
si vorrebbe stare ad ascoltarla per ore quando legge le sue poesie :)

Un abbraccio,
Giovanni
utente anonimo

#8    19 Novembre 2009 - 19:05
 

La poesia della Lamberti Bocconi pare nascere da domande di senso attraverso la ricerca di un’‘apertura’:

Le terre sono contente

quando i cieli squarciano il velo

frantumando le vetrate

di cattedrali e magazzini.”

In questo squarcio ci sarebbe però il dolore dell’esistenza che si esprimerebbe nell’infrangersi della certezza e nella ‘durezza molle’della pietra:

“[…] Vorrei che mi amassi senza i sassi molli

che sono i peggiori

perché non fanno né male né bene

ma intanto ammazzano.”

 

“[…] Il mio cuore spaccato da un punteruolo

diede sassi che caddero dritti al fondo,

poi l’amore si chiuse dentro un fortino. […]”

Accanto al dolore ci sarebbe la solitudine:

“[…] Di tutte queste cose si materia

la mia incredibile solitudine.”

 

Com'è facile essere soli

com'è difficile essere soli sempre

com'è comune essere soli dopo i 40 anni

com'è comune non esserlo […]

come sarà eterno l'amore a nessuna età

tuffato nella solitudine […]”

E poi i ‘guai’ della quotidianità che diverrebbero stato d’animo:

“[…] qualche cosa ogni giorno si sposta,

sempre più si allontana dal cuore. […]”

Ma a fare un po’ da contrasto all’eco montaliana  ci sarebbero i colori dell’arcobaleno:

“[…]Vola come una vespa sui colori

e fanne fresca aria: scindi l’arco-

baleno goccia a goccia sopra ai fiori. […]”

 


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ColpaMetafisica

#9    19 Novembre 2009 - 20:04
 
splendide immagini, grazie ad anna lamberti bocconi!
utente anonimo

#10    19 Novembre 2009 - 21:11
 
e vai..ecco a voi l'inimitabile, inarrivabile Anna!! Baci cubici, Viola
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente viomarelli

#11    19 Novembre 2009 - 22:08
 
La Lamberti Bocconi e' una grande poetessa, ogni volta che la leggo non trovo mai niente fuori posto, quasi le avesse inventate lei le parole. A lei sono concesse anche le rime, due versi per sintetizzare:
Primavera, bicicletta dei pianeti,

Non so voi ma a me piace tantissimo.

abele
P.S. Grazie ad Antonella per la proposta, non si leggono molto spesso versi di Anna ultimamente.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Emmeleia

#12    19 Novembre 2009 - 22:12
 
dovevano essere due versi, ma splinder ne ha fatto uno solamente :))
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#13    19 Novembre 2009 - 22:36
 
devi chiamarmi sempre

per me uno dei dieci titoli più belli di sempre

e poi la poesia anna riflette la sua resistenza
diretta essenziale sincera
altissima poesia
un carissimo saluto
c.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente derblauereiter

#14    19 Novembre 2009 - 23:36
 
anna è una mia amica..in più una grande poetessa...una vera scrittrice...non ho altro da aggiungere se non tornare sopra a rileggere

gianni montieri
utente anonimo

#15    21 Novembre 2009 - 00:20
 
Grazie Anna, sono così belle da non rendere necessaria altra aggiunta, lasciano proprio senza fiato ... hai la penna magica!
A presto!
Anto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AFoderaro

#16    22 Novembre 2009 - 20:55
 
GRAZIE A TUTTI
Anna L.B.
utente anonimo

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