domenica, 21 giugno 2009

Dacci oggi il nostro Pa’ - Pasolini e il corpo come scandalo

“Non dovete far altro che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare.”

Dal testo dell'intervento che Pasolini avrebbe dovuto tenere al Congresso del Partito Radicale del novembre 1975, due giorni dopo che era stato ucciso.

Pasolini: “Chi si scandalizza è psicologicamente incerto, cioè praticamente un conformista”.

Moravia: “Non credo che Cristo si scandalizzasse mai, anzi non si è mai scandalizzato. I farisei si scandalizzarono, ma non Cristo”.

 

Dall’ intervista di Pasolini ad Alberto Moravia in Comizi d’amore (1965).

 

 

Pasolini partiva dal corpo, il suo, asciutto e atletico, e dalla fame di corpi: «Prima di tutto tu sei e devi essere molto carino. Magari non in senso convenzionale. Puoi anche essere un po’ minuto e addirittura anche un po’ miserello di corporatura, puoi avere nei lineamenti il marchio che, in là negli anni, ti renderà fatalmente una maschera». Il suo era un marxismo dei comportamenti, della sacralità dei gesti, un’antropologia del quotidiano e delle mode. È dall’esperienza corporea che nasce e prende forma il suo pensiero. Dell’attrazione, seduzione e sofferenza fisica si nutre la scrittura e il cinema in cui ai corpi si chiede di essere “segni”: poco importa se Citti o Davoli guardano in macchina, sono i corpi che “significano”: il primo una sorta di alter ego, che ha inciso sul volto il tormento e la contraddizione, il secondo invece, con l’immancabile ciuffo,  ideale di bellezza, icona di un mondo a lungo vagheggiato.

Pasolini rimane solo perché gli intellettuali italiani non hanno mai avuto un corpo. Poche le eccezioni, Gramsci paradossalmente, che dal suo corpo gabbia con esercizi giornalieri, durante la sua prigionia, dava ordine a un fiume di pensieri.  Tra chi ha riconosciuto l’importanza del corpo/Pasolini, troviamo Sciascia, scrittore scontroso e a volte rigido, che dopo la morte del Nostro, al quale molto doveva, ammette: "Dicevamo quasi le stesse cose, ma io sommessamente. Da quando non c'è lui mi sono accorto, mi accorgo, di parlare più forte". 

 

Il corpo di Pasolini era nato per fare all'amore, sudare in interminabili partite di pallone. L’omosessualità non è la spiegazione ma solo una, la più affascinante, chiave di lettura. Viveva la notte come un gatto in calore con la consapevolezza che poteva essere l’ultima. Sapeva dei vili che lo hanno ucciso, di chi ancora si nasconde dietro il corpo “minuto” e “miserello” di un minorenne che confesserà poi di essere l’unico assassino. Ricordo ancora le foto agghiaccianti della sua morte. Furono quelle immagini a farmi prendere coscienza di una grande vicenda umana che, fedele al copione di tanti suoi lavori, si conclude con la crocifissione, quasi l’avesse preparata secondo alcuni che continuano a confondere l’arte con la vita. La immagino ancora così quella notte all’idroscalo di Ostia, un Golgota dove in diversi con spranghe di legno infierirono contro chi alla vita era attaccato e confidava, ogni giorno, nella forza delle gambe.

 

pascalciatore3

 

 

Scandalo

Dal latino ecclesiastico, scandalum, parola riformata sul termine greco skandalon, ostacolo e insidia, imparentato al sanscrito skándatr, saltare. Scandalo è quindi un “salto”, nel caso di Pasolini “mortale”.


La crocifissione

Ma noi predichiamo Cristo crocifisso:
scandalo pe' Giudei, stoltezza pe' Gentili. (Paolo, Lettera ai Corinti)

Tutte le piaghe sono al sole
ed Egli muore sotto gli occhi
di tutti: perfino la madre
sotto il petto, il ventre, i ginocchi,
guarda il Suo corpo patire.
L'alba e il vespro Gli fanno luce
sulle braccia aperte e l'Aprile
intenerisce il Suo esibire la morte
la morte a sguardi che Lo bruciano.

Perché Cristo fu ESPOSTO in Croce?
Oh scossa del cuore al nudo
corpo del giovinetto … atroce
offesa al suo pudore crudo … 

Il sole e gli sguardi! La voce
estrema chiese a Dio perdono
con un singhiozzo di vergogna
rossa nel cielo senza suono,
tra pupille fresche e annoiate
di Lui: morte, sesso e gogna.

Bisogna esporsi (questo insegna il povero
Cristo inchiodato?),
la chiarezza del cuore è degna
di ogni scherno, di ogni peccato
di ogni più nuda passione …
[...]

Pier Paolo Pasolini, da L'usignolo della chiesa cattolica, Garzanti.
 

Abele Longo

postato da: nataliacastaldi alle ore 22:26 | link | commenti (13)
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Commenti
#1    21 Giugno 2009 - 22:41
 
Benchè non condivida molte scelte di Pasolini (non è grave), resta certo uno degli intellettuali più interessanti del '900.

Soprattutto ammiro il suo essere stato coerente sino alla fine, il non essersi lasciato imbrigliare in nessuna logica di partito o comunque faziosa.

Su YOUTUBE c'è una sua bellissima poesia dedicata alle madri italiane (molto critica), recitata da Gassman.

Ricordo anche di avere assistito con un mio zio - io in età giovanissima - all'Affabulazione di Pasolini a teatro (sempre con Gassman).

Bei ricordi.

Pasolini ha lasciato un vuoto immenso, che non è stato colmato da nessuno.
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#2    21 Giugno 2009 - 23:00
 
Grazie Roberto!

La ballata delle madri

Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d’esperienze cosi diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d’amore,
se non d’un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v’hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.

Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l’antico, vergognoso segreto
d’accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio – addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
È cosi che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.

Pier Paolo Pasolini
1964
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#3    22 Giugno 2009 - 00:48
 
Mi alzo con le palpebre infuocate

Mi alzo con le palpebre infuocate.
La fanciullezza smorta nella barba
cresciuta nel sonno, nella carne smagrita,
si fissa con la luce fusa nei miei occhi riarsi.
Finisco così nel buio incendio
di una giovinezza frastornata dall'eternità;
così mi brucio, è inutile
- pensando - essere altrimenti,
imporre limiti al disordine: mi trascina
sempre più frusto, con un viso secco
nella sua infanzia, verso un quieto e folle
ordine, il peso del mio giorno perso
in mute ore di gaiezza, in muti
istanti di terrore...

(1952-1953)

Pier Paolo Pasolini
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#4    22 Giugno 2009 - 01:58
 
Senza di te tornavo, come ebbro,

non più capace d'esser solo, a sera

quando le stanche nuvole dileguano

nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo

dacché son vivo, e mille uguali sere

m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti

le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio

della fatale sera. Ed ora, ebbro,

torno senza di te, e al mio fianco

c'è solo l'ombra.

E mi sarai lontano mille volte,

e poi, per sempre. Io non so frenare

quest'angoscia che monta dentro al seno;

essere solo.



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#5    22 Giugno 2009 - 02:28
 
"Cos'è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità.
Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come "normale", privo della eccitazione e dell'emozione degli anni di emergenza. L'uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l'abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è.
È allora che va creato, artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica."
Pier Paolo Pasolini

Sesso, consolazione della miseria!

Sesso, consolazione della miseria!
La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un'antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte,
gonfi e sbattuti, coi loro baffi
brindisi o slavi, sono
capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d'ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci.

Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c'è più legge; nasce un nuovo
onore dove onore è il disonore...
Nascono potenze e nobiltà,
feroci, nei mucchi di tuguri,
nei luoghi sconfinati dove credi
che la città finisca, e dove invece
ricomincia, nemica, ricomincia
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli,
che coprono interi orizzonti.

Nella facilità dell'amore
il miserabile si sente uomo:
fonda la fiducia nella vita, fino
a disprezzare chi ha altra vita.
I figli si gettano all'avventura
sicuri d'essere in un mondo
che di loro, del loro sesso, ha paura.
La loro pietà è nell'essere spietati,
la loro forza nella leggerezza,
la loro speranza nel non avere speranza.

P.P.P.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente nataliacastaldi

#6    22 Giugno 2009 - 08:30
 
Alba

O petto destato
dal nuovo giorno!
O letto tiepido
bagnato di lacrime!

Un'altra luce
mi desta a piangere
i giorni che volano
via come ombre.

P.P.P.
utente anonimo

#7    22 Giugno 2009 - 11:51
 
Seppellendo cadaveri
Ottimo, la genialità di Pasolini, anzi meglio, il suo essere profeta del degrado che stava arrivando è stata riconosciuta. Adesso sappiamo che era stato sottovalutato. Ma di questa rivalutazione si possono fare vari usi. Si può fare di lui un monumento, contribuendo così a seppellirlo meglio.

Oppure si può cercare di riconoscere la verità nelle parole delle persone che appaiono come provocatori, nella voce di chi parla in modo sgradevole, nei discorsi dei folli. Questo è più difficile, ma forse è l'unico modo di onorare veramente Pasolini.

vedi anche:
Su Guy Debord
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente KayserSose

#8    22 Giugno 2009 - 12:11
 
A PASOLINI (il più grande intellettuale eroico del Novecento)

Nel silenzio di quest’arida atmosfera
surreale che fatica a sembrar vera
dove tutto sembra chiaro e definito
come un sogno che da tempo è già svanito,
mi ritrovo chissà come a immaginare
a riflettere, a sorridere, a pensare
ad un uomo diventato quasi un mito
per chi come noi l’ha amato, l’ha capito.

Un poeta, un gran regista, un personaggio,
uno vero, uomo pieno di coraggio,
che ha lottato per il bene della gente
ed in cambio ha avuto poco, quasi niente.
Lui che non ha mai né finto né tradito,
e ne avrebbe avuto tutte le ragioni,
si è battuto per un mondo più pulito
in un tempo pieno di contraddizioni.

Chi di noi rinuncia ad ogni tentazione?
Chi di noi non ha nessuna deviazione?
Non per questo è il caso di drammatizzare
né di farne una tragedia nazionale.
Ma per lui la situazione era diversa
non essendo chiaramente opportunista,
ha capito che la sorte gli era avversa
fin da quando si è mostrato antifascista.

Molti ignorano che nella sua esistenza
per diversi anni ha scritto sui giornali
rispondendo sempre alla corrispondenza
che teneva con migliaia gli italiani.
Nonostante fosse più di un grande amico
un filosofo, un giurista, un confidente,
c’è chi poi l’ha definito un suo nemico
un blasfemo, un pervertito, un buono a niente.

Ma da sempre la ragione principale
di quest’odio che ci spinge a non vedere,
è la verità che logora e fa male,
maggiormente a chi esercita il potere.
Pier Paolo Pasolini nel mistero
per chi decise quale era la sorte
di un uomo assai più scomodo e più vero
al punto di infangarne anche la morte.

A chi ascolta vorrei dir se mi è concesso
che cercare di capire e ragionare
è il dovere di ogni uomo per se stesso
per sconfiggere chi ama giudicare.
E per lui che ci ha mostrato la sua vita,
quel bene che è prezioso più dell’oro,
lasciando a noi un’eredità infinita,
dico soltanto: facciamone tesoro.

Tony Braschi©opy®ight 2009. Tutti i diritti riservati.
ARTICOLO 17. Diritto di proprietà – 2. La proprietà intellettuale è protetta.
CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (7 dicembre 2000)
utente anonimo

#9    22 Giugno 2009 - 12:12
 
ALLA MAFIA DELLA POLITICA ITALIANA

Questa mia lettera non è – e non vuole essere – uno sfogo momentaneo né uno scatto d’ira. Queste mie parole non hanno l’intenzione di scandalizzare o di destare qualche minuto di sgomento. Que-sta è la mia personale stramaledizione che mi sentirei di rivolgervi, con la quale vi auguro tutto il male e la sofferenza possibili ed immaginabili di questo mondo. Se fossi certo che esiste un inferno vi augurerei di viverlo prima su questa terra e poi negli inferi dell’oltretomba.. Il male più atroce, la malattia più estenuante e sofferta, la morte più maledetta che sia mai esistita e quella che ancora dovrà venire, questo augurerei a voi tutti, responsabili delle vite miserabili altrui! Questo vi augu-rerei: stramaledettissimi politici di ieri e di oggi!
Voi non sareste meritevoli di compassione né di perdono.
Voi non meritereste di essere uccisi: non ne siete degni.
Voi meritereste di rimanere interi giorni ed intere notti legati nudi ad un palo di ortiche, mentre qualcuno comincia a consolare le persone a voi più care. Voi dovrete restare ad ascoltare le urla strazianti del vostro dolore fino ad impazzire di disperazione. Voi dovrete assaporare il dolore e la disperazione che si fondono diabolicamente. Solo a quel punto voi sareste degni di essere tortura-ti… Ma molto lentamente. Un attimo prima che ciò avvenga, prima di ad iniziare agire su di voi, vorrei vedervi legati senza poter muovere neanche la testa, con grossi aghi puntati sulle vostre pu-pille. Il tutto dovrebbe avvenire mentre voi soffrite per le torture, con i globi oculari che vi schiz-zano fuori dalle orbite per il dolore, ed il cuore che vi si spacca in mille pezzi dalla rabbia e dal fuoco del dolore! Ma un attimo prima che ciò avvenisse vorrei venire di fronte a voi, buttarvi la benzina sulle ferite, e mentre voi urlate vorrei chiedervi:" Che fine ha fatto Pasolini? Qualcuno di voi ne sa niente?".

Tony Braschi©opy®ight 2009. Tutti i diritti riservati.
ARTICOLO 17. Diritto di proprietà – 2. La proprietà intellettuale è protetta.
CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (7 dicembre 2000)
utente anonimo

#10    22 Giugno 2009 - 13:17
 
@KayserSose
Pasolini è pane e ostia per tutti, nutrimento piu' che monumento. Si puo' anche non essere d'accordo con lui, ma non era un visionario e tanto meno un folle, diceva cose bellissime e vere che molti non conoscevano o, la maggior parte, facevano finta di non vedere.
@ Tony, la tua poesia e la tua lettera meritano tutto un post, se Nat e Anto sono d'accordo. Di Pasolini ce n'e' un tremendo bisogno.
Abele
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#11    22 Giugno 2009 - 17:42
 
OVVIAMENTE D'ACCORDO!!!

nat
utente anonimo

#12    03 Luglio 2009 - 12:24
 
la paura genera conformismo (più dell'incertezza, almeno credo, anche se, comunque, sono lontane cugine:)
circa il corpo come strumento di intensità viscerale, invece, direi che il ritratto pasoliniano scaturisce tridimensionale tra le righe.
calzante pure l'etimo di scandalo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AltraBetta

#13    29 Agosto 2009 - 17:28
 
Sono d'accordo con Abele, con Natàlia, con quest' omaggio splendido, con la rilettura delle poesie di P.P.Pasolini. Io l'ho amato ed ho creduto sempre che lui non fosse un vsionario ma una Cassandra.
Guardiamo a ciò che oggi succede in questo paese. La Barbarie!
Violenze quotidiane per gli omosessuali: sono diventate il loro pane.
Non possiamo restare a guardare, ad attendere corpi schiacciati dai pneumatici delle periferie o di qualsivoglia location.
Non si può! Anche in nome di Pasolini e della sua mitezza, della sua fame di vita. Elementare diritto di ognuno. Marlene
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